Il 15 dicembre alla Scuola di formazione si parla dell’economia del Veneto

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“Il Veneto… a che punto è?”.

Nei giorni scorsi Bankitalia ha comunicato che le stime di crescita sull’Italia superano le aspettative: infatti, su scala nazionale, il Pil dovrebbe aumentare dell’1,4% entro la fine di quest’anno, dell’1,2% nel 2018 e dell’1,2% nel 2019.

Notizie positive, insomma, per l’economia italiana, che dopo la lunga crisi sembra riprendere fiato anche più del previsto, considerando che il bollettino di gennaio non pronosticava il raggiungimento del punto percentuale.

I dati sono ancora più favorevoli per il Veneto e il Nordest che sarebbero ormai tornati a correre recuperando il proprio ruolo di “locomotiva del Paese”: le previsioni a fine anno parlano di +2%, che non veniva raggiunto dall’ormai lontano 2010, con una significativa iniezione alla ripartenza anche dell’occupazione, per una ripresa quasi sorprendente considerando il contesto congiunturale generale degli ultimi anni.

L’ottimismo e la fiducia, tuttavia, non devono distogliere l’attenzione dagli elementi di criticità ancora presenti e, d’altro canto, confermano la necessità di lavorare alacremente affinché la ripresa diventi strutturale e continuativa operando con le strategie necessarie perché il treno della ripresa possa tornare a correre ad alta velocità e per una tratta di lungo respiro.

Per capire se davvero si è raggiunta la luce in fondo al tunnel, il prossimo incontro della Scuola di formazione, in programma venerdì 15 dicembre alle 20 al Novotel, vedrà la partecipazione di due dei più autorevoli osservatori ed esperti della materia:

  • Paolo Zabeo, responsabile dell’Ufficio Studi della Cgia
  • Roberto Crosta, segretario della Camera di Commercio di Venezia e Rovigo delta lagunare

Sarà l’occasione per fare il punto della situazione e per guardare in avanti, a medio e lungo termine, nella speranza e con l’impegno che il peggio, anche per la nostra economia, sia ormai alle spalle.

Il 17 novembre alla Scuola di formazione si parla di imprese e competitività

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Pur a fatica, pur lentamente, ma il treno dell’economia sembra che cominci a ripartire.

Dopo la crisi, il Veneto guarda con fiducia al futuro e dal suo consueto “tirarsi su le maniche” è pronto ad accogliere le sfide che troverà  lungo la sua strada, per garantire il proprio contributo alla crescita, allo sviluppo, al benessere delle persone.

“Imprese. Strategie e nuovi scenari competitività”, è il tema del prossimo incontro della Scuola di formazione politica, in programma per venerdì 17 novembre, alle 20, al Novotel di via Ceccherini a Mestre (uscita Castellana della tangenziale).

Un’occasione per un’analisi a tutto tondo dello stato di salute del made in Veneto e del made in Italy; della capacità  d’innovazione del tessuto produttivo; della forza attrattiva di risorse materiali e umane; dell’opportunità  di fare rete; del valore dell’internazionalizzazione in un mercato sempre più globale.

In estrema sintesi: del peso, reale e potenziale, delle nostre imprese.

Ne parleranno Daniele Marini, sociologo e docente universitario, ed Elisabetta Gardini, europarlamentare, moderati dalla giornalista de la Nuova Venezia Mitia Chiarin.

L’importanza dell’agroalimentare

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Qualità, ambiente, salute e sicurezza alimentare. Queste le parole chiave dell’incontro del 20 ottobre scorso dedicato a “La fiera dell’alimentazione made in Venice, made in Italy o…?”. Un’occasione per fare il punto a tutto campo sulla salute di un settore importante per l’economia veneta e nazionale che sta vivendo una profonda trasformazione sul piano dell’import-export e delle nuove opportunità  offerte dallo sviluppo tecnologico. Ne hanno parlato, moderati dal giornalista presidente di Argav Fabrizio Stelluto, i rappresentanti delle categorie alla presenza del senatore Mario Dalla Tor, componente della commissione Agricoltura. Ne è uscita un’analisi molto approfondita dello stato di salute del comporto con, in particolare, due sottolineature di fondo: l’importanza di sostenere ogni tassello della filiera per garantire la redditività a tutti i soggetti coinvolti e quella di sostenere le materie prime italiane come eccellenza di un sistema Paese, il più controllato in assoluto al mondo. Le sfide future sono tante: la trasmissione delle tradizioni e delle competenze ai giovani; il mantenimento e l’allargamento del mercato: il supporto agli investimenti; le reti di impresa; la sburocratizzazione; l’implementazione dell’automazione e dell’informatizzazione; l’etichettatura. Tanti aspetti da seguire e accompagnare per mantenere alta la bandiera del settore primario a cui soprattutto il Veneto ha legato la propria storia.