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Valdo Spini a tutto tondo, tra Machiavelli e la Terza Repubblica

DSC_0019Un incontro davvero interessante quello che ha visto protagonista l’On. Valdo Spini con Il Circolo Veneto venerdì 24 Gennaio. A partire dal suo libro “La Buona Politica- Da Machiavelli alla Terza Repubblica” Spini, insieme all’On. Campa, ha ripercorso fatti, storie, aneddoti della Prima e Seconda Repubblica arrivando a toccare i temi dell’attualità come la riforma elettorale e la Città Metropolitana.

Partendo dalla figura di Machiavelli, di fatto un professionista esiliato dalla famiglia dei Medici a Firenze, e, dal “Principe”, Spini ci riporta all’attualità del pensiero di Machiavelli: da una parte la necessità che ritorni il Primato della Politica, intesa come siano di nuovo i politici a governare gli avvenimenti e non viceversa, per arrivare alla restituzione all’Italia della propria sovranità.

Un excursus preciso, quello che l’On. Spini ha fatto della sua attività politica. Cominciata in un pomeriggio del 1956 quando, portato dal padre, sente parlare l’On. Codignola ad una ricorrenza per la morte di Calamandrei, due fondatori del Partito d’Azione. “Pensai che anche nelle condizioni più drammatiche la politica deve aiutare gli uomini a passare dalla riva della distruzione a quella della ricostruzione”.

Da quel giorno la Politica diventa la sua vita. Entra in Parlamento grazie a Craxi ma, sempre con l’ex leader del Partito Socialista Italiano, rischia di uscirci nel 1988 quando viene messo al tredicesimo posto della Lista. Nonostante questo, è il deputato con più preferenze nella sua sottoscrizione e rimane in Parlamento anche negli anni bui di Tangentopoli.  Sono anni difficili, dove gli scandali cominciano ad emergere. Eppure l’On. Spini parla con nostalgia dei suoi colleghi della Prima Repubblica “Con tutti i difetti che avevano, il personale della Prima Repubblica era preparato sulla storia dell’Italia, sui punti storici del nostro paese. Al contrario con Tangentopoli sembrava quasi fosse un vanto non sapere nulla di quello che ci era successo”.

Tangentopoli è un passaggio chiave per la storia politica italiana, anche se per l’On. Spini è Maastricht a mettere la parola fine alla Prima Repubblica: “Andava firmato ma nessuno aveva la consapevolezza di cosa sarebbe successo dopo. La disciplina economica degli anni ’80 permetteva di svalutare invece la disciplina europea lo proibiva per cui c’era la necessità di diventare virtuosi ma non c’era la consapevolezza di doverlo fare”.

Siamo alle soglie del Terzo Millennio e si arriva rapidamente ai giorni nostri, parlando della crisi e di una politica che non riesce più a governare il Paese. Se sulla Prima Repubblica Spini era nostalgico, sul futuro diventa preoccupato: “Da noi manca un clima di fiducia generale ed una stabilità politica: un governo che sappia trovare la cornice adatta che metta d’accordo imprenditori e sindacati. La chiave che deve avere la Riforma Elettorale della Terza Repubblica è, a mio parere, la preferenza. Il cittadino deve poter scegliere, cosa che non si poteva fare con il “Porcellum”. Siamo alle soglie della Terza Repubblica e abbiamo dei vincoli significativi da sciogliere per cercare di ricreare un meccanismo di crescita. Per farlo però, ribadisco, occorre avere una stabilità politica, non un governo che oggi c’è e domani chissà”.

Una serata bella ed emozionante terminata con il regalo dell’On. Campa al collega, uno stupendo vaso in vetro artistico di Murano. Un regalo speciale per chiudere una serata speciale.