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Dalla Tor, Zanettin e la nuova Legge Elettorale al Circolo Veneto

 

Nuovi scenari politici e un nuovo sistema elettorale che potrebbe finalmente garantire stabilità e governabilità al nostro Paese. E se su vari fronti emergono le criticità per un sistema di voto, l’Italicum, ancora in buona parte da rivedere e modificare, c’è chi ne apprezza comunque le intenzioni, considerandolo un buon “passo avanti” rispetto al vecchio sistema del “Porcellum”.

A discutere su pregi e difetti del nuovo Italicum e a illustrare il proprio pensiero e giudizio in merito, ci hanno pensato due ospiti d’eccezione come i senatori Mario dalla Tor e Pierantonio Zanettin, intervenuti giovedì sera al Novotel di Mestre, al convegno dal titolo “La riforma elettorale”, organizzato dal Circolo Veneto nell’ambito della Scuola di Formazione Politica 2013/2014.

A prendere per primo la parola è stato l’avvocato e segretario della Commissione agli affari istituzionali Pierantonio Zanettin, che ha espresso parere favorevole ai collegi plurinominali previsti con il nuovo sistema: «Premesso che non esiste una legge elettorale perfetta –  commenta – e rimanendo sempre in difesa della legge “Calderoli” (nonostante ci siano senz’altro alcuni aspetti da rivedere), sono favorevole alla divisione del territorio nazionale in collegi plurinominali in cui ogni partito potrà presentare le proprie “mini-liste” di candidati. Sono contrario invece alle singole preferenze perché così, in questo modo, verrebbero sfavoriti e penalizzati i voti di scambio. Il ritorno alle preferenza sarebbe deleterio. Porto un esempio: in Lombardia alle ultime elezioni, i cittadini che hanno espresso preferenze ai singoli candidati hanno rappresentato solo il 15%. Alle elezioni comunali a Napoli l’indicazione delle singole preferenze invece è andata oltre il 90%. Il sistema è marcio. Qui nel Veneto l’”inquinamento mafioso” magari non c’è, ma in altre regioni del sud potrebbe diventare un problema. Ragionando in un’ottica nazionale dunque, una scelta intermedia, tra collegi plurinominali e liste bloccate, mi sembra un buon compromesso».

Mario dalla Tor, senatore e già vice-presidente della Provincia di Venezia sotto la presidenza di Francesca Zaccariotto, rilancia e si dichiara, al contrario del collega Zanettin, favorevole alle preferenza: «Non è vero che esse favorirebbero il voto di scambio – spiega – perché le preferenze spesso vengono date piuttosto per la fiducia personale nutrita o per la notorietà del candidato, a seconda della propria rappresentanza sociale. Credo sia fondamentale che il cittadino abbia la possibilità di scegliere i propri rappresentanti. E ritengo che l’aspetto più importante su cui concentrarsi sia la rappresentanza territoriale e locale del singolo rappresentante parlamentare».

Rimangono ancora da definire le percentuali riguardo premi di maggiornaza e soglie di sbarramento. Stando così le cose tuttavia la soglia per accedere al premio di maggiornaza (del 15%) è stata fissata intorno al 37%. Nel caso poi nessuna coalizione raggiungesse tale soglia, si andrebbe al doppio turno, con sfida al ballottaggio tra le prime due coalizioni più votate. Per quanto riguarda lo sbarramento, con l’Italicum scende l’asticella della soglia per i partiti coalizzati al 4,5%; 8% fissato invece per i singoli partiti e 12% per una coalizione.

«Il che sottolinea la tendenza dell’Italicum al bipolarismo, a cui io sono favorevole. E da non confondere con l’idea di bipartitismo» conclude Zanettin.

E infine. Sulla proposta di Renzi e Berlusconi, di “abolire” il senato o meglio di trasformarlo in una “camera” delle autonomie, Dalla Tor specifica e mette in guardia che se non venisse fatta prima una riforma costituzionale in tal senso, «anche con l’approvazione della nuova legge non verrebbe comunque garantita la governabilità del Paese».