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“Mediterraneo mare monstrum? Come guerre, terrorismo e migrazioni stanno destabilizzando l’Unione europea”.

Quella delle migrazioni è una sfida epocale. Un processo strutturale di fronte al quale l’Europa è chiamata ad accelerare il processo di unificazione politica oltre che economica. Ne hanno discusso venerdì 20 gennaio, Arcangelo Boldrin, presidente di Fondaco Europa, ed Elisabetta Gardini, capogruppo di Forza Italia all’Europarlamento, nel corso della conferenza intitolata “Mediterraneo mare monstrum? Come guerre, terrorismo e migrazioni stanno destabilizzando l’Unione europea”. Boldrin, dopo aver offerto una fotografia perfetta ed esaustiva della situazione internazionale, degli equilibri precari esistenti e dei rapporti tra Stati, ha spiegato: “Rischiamo di trovarci esposti ad ondate migratorie, ad attacchi terroristici, a ricoprire un ruolo da spettatore di fronte alla dialettica Usa-Russia. L’Unione europea decida se essere un nano politico o un interlocutore del mondo. Il primo impegno dell’Occidente dev’essere uno sforzo unitario e straordinario di cooperazione e assistenza perché i migranti non lascino i loro Paesi e per stipulare degli accordi bilaterali con i Paesi di origine”. “L’assenza dell’Unione europea è un rischio per il mondo. Siamo di fronte a un bivio decisivo: o si procede rapidamente verso l’unificazione rapida o ci si lascia andare a un lento, inesorabile declino – ha continuato Boldrin – L’Europa della paura è la migliore alleata dei fondamentalisti, mentre in contemporanea si assiste a un’utopia regressiva: quella del processo pericoloso di rinazionalizzazione delle politiche. Con l’indebolimento interno, si rischia che salti la democrazia. L’Europa unita è importante: vogliamole più bene e insegniamolo ai nostri figli”. Gardini ha sottolineato che “L’Europa fa fatica a essere adulta, leader, protagonista. Abbiamo davanti sfide da far tremare le vene ai polsi, eppure c’è qualche segnale di cambiamento, come l’elezione di Antonio Tajani a presidente. L’esercito comune, la costruzione della difesa europea, aiuterebbero una politica estera comune. Il 2017 può essere un anno chiave, tra Brexit e le elezioni in Francia e Germania. L’Europa è un progetto bellissimo, ma difficile”. “E’ necessario recuperare i propositi dei tre padri fondatori Schuman, Adenauer e De Gasperi con i quali nulla c’entra il manifesto di Ventotene di Spinelli – ha proseguito Gardini – Loro pensavano che i popoli, con i loro valori e le loro tradizioni, avessero la forza di superare gli orrori della guerra e di ricostruire una nuova casa comune. Oggi, invece, dobbiamo fare i conti con un’Europa annacquata e un’identità pallida e meno attrattiva. L’errore più profondo è stato di non mettere le radici greco-cristiane, giudaico-cristiane nella Costituzione, perché così ora non sappiamo più chi siamo. Soltanto se sapremo ridare corpo a quegli ideali, allora faremo una cosa grande. Ripatiamo, anzitutto, dall’amore per l’Europa”.