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Il 19 gennaio alla Scuola di formazione si parla di lavoro e sfide occupazionali

“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” (art. 1).

“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società” (art. 4).

“Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa” (art. 36).

Sono, questi, i capisaldi in tema di lavoro sanciti dalla Costituzione che proprio nei giorni scorsi (il 27 dicembre) ha festeggiato i suoi 70 anni, confermandosi un testo tuttora attualissimo.

Del senso del lavoro; delle prospettive e delle possibilità occupazionali; della disoccupazione; del consueto confine sottile tra la tanto sbandierata flessibilità e l’effettiva precarietà; dell’evoluzione legislativa; delle nuove sfide che si aprono con lo sviluppo del digitale e della robotizzazione e di molto altro ancora, si parlerà nel prossimo incontro della Scuola di formazione in programma venerdì 19 gennaio, sempre alle ore 20 al Novotel di via Ceccherini (uscita Castellana della tangenziale).

Un confronto ad ampio raggio che pure offrirà un focus sulla realtà veneziana e metropolitana.

Interverranno:

– Elena Donazzan, assessore al Lavoro della Regione Veneto

– Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria Venezia e Rovigo

Senza un lavoro adeguato, come detta la Costituzione, non può esserci una vita dignitosa: dentro al cambiamento d’epoca che stiamo attraversando, è necessario tradurre le parole in fatti perché il diritto, sancito ancora 70 anni fa nella legge fondamentale dello Stato, non resti per nessuno lettera morta.