spinner

Il Circolo Veneto

Chiamaci ora +39 366 5485532

Uno spettacolo sotto forma di recital che attraverso un programma di canzoni d’epoca ricostruisce memorie e atmosfere dell’Italia a partire dall’inizio del Novecento, con particolare riferimento al passaggio dalla Belle Epoque alla prima guerra mondiale. Il tutto con episodi, aneddoti,racconti e suggestioni, accompagnati dalla proiezione d’immagini di allora.  

12 Ottobre Mestre "Se non partissi anch'io" L'appuntamento è per venerdì 12 ottobre, alle ore 20, come di consueto al Novotel di via Ceccherini (rotonda Castellana della tangenziale). L'argomento di quest'anno è l'Europa, un tema caldo e per certi versi sempre più spinoso, su cui è bene accendere un faro per ragionare attorno ai problemi e alle aspettative. Molti gli interrogativi aperti: l'Europa c'è o non c'è? Il percorso comunitario sta evolvendo o involvendo? All'unione economica sta seguendo quella politica oppure no? Che fine ha fatto lo spirito originario dei padri fondatori, sin dal manifesto di Ventotene? Come l'Italia si rapporta con altre potenze come la Germania e la Francia?

Cosa ci aspetta dopo due mesi dal voto? E’ l’interrogativo che si pongono tutti gli italiani di fronte all’impossibilità, finora, di creare un nuovo governo quando sono passati ormai 60 giorni dalle elezioni politiche del 4 marzo. Uno stallo lunghissimo conseguenza della non-vittoria di nessuna delle forze politiche in campo e della mancanza di alleanze. Tutti i tentativi di accordo (Centrodestra-Cinquestelle e Cinquestelle-Pd) sono falliti tra veti contrapposti e posizioni che non cambiano, come accertato nelle consultazioni del Presidente della Repubblica e nei mandati esplorativi dei Presidenti del Senato e della Camera che si sono conclusi con un nulla di fatto. Così, se la

Il Veneto è una regione notoriamente virtuosa dal punto di vista dell’impegno in favore del prossimo, con almeno una persona su cinque regolarmente attiva per fare del bene nei diversi ambiti della comunità. Il Veneto, e ancora più in particolare la provincia di Venezia, si trova oggi al vertice delle due più importanti Associazioni che promuovono la cultura del dono, esprimendo la presidente di Aido (Associazione italiana per la donazione degli organi, tessuti e cellule), la miranese Flavia Petrin, e di Avis (Associazione donatori di sangue), Alberto Argentoni di Eraclea. Il Veneto ha anche l’orgoglio di portare nel Paese e in tutto

Finalmente ci siamo. L'Italia va al voto. C'è da pronosticare che domenica notte,anche se forse non sarà così, nei commenti dei principali protagonisti politici, saranno tutti vincitori. Ma cosa succederà poi? Ci sarà una maggioranza in grado di esprimere un governo? O scaturirà qualche alleanza a "sorpresa"? O nascerà un esecutivo del Presidente, di larghe intese? O a palazzo Chigi resterà Paolo Gentiloni magari con l'incarico di rifare la legge elettorale per tornare di nuovo alle urne a breve? Oppure ancora

Conto alla rovescia per le elezioni politiche, in calendario per domenica 4 marzo. Nei mezzi di comunicazione i vari partiti sciorinano discorsi fatti soprattutto di promesse, talvolta eclatanti (per usare un eufemismo) e negli ultimi giorni, con la chiusura delle liste, elenchi di nomi di candidati di qua e di là, lungo tutto lo Stivale. Ma i cittadini chiamati ad esprimersi, sanno come si vota? La nuova legge, convenzionalmente chiamata Rosatellum, alterna seggi assegnati con criterio maggioritario (collegi uninominali) e, per la maggior parte, criterio proporzionale (listini bloccati decisi dalle segreterie). Per capire come funziona il meccanismo e per un’analisi su come il Veneto

La ripresa c’è, ma non è ancora così forte per cantare vittoria sul superamento della crisi. Ne hanno dibattuto, nell’incontro della Scuola di formazione dello scorso 15 dicembre, il responsabile dell’Ufficio Studi della CGIA Paolo Zabeo e il segretario della Camera di commercio di Venezia-Rovigo Delta Lagunare (divenuto nel frattempo segretario generale di Unioncamere del Veneto), Roberto Crosta. Le previsioni di crescita sono attorno al punto percentuale che significa che per tornare ai livelli pre-crisi di dieci anni fa bisognerà attendere ancora un triennio. “Il peggio è alle nostre spalle, ma ci vorrà ancora qualche anno per tornare come prima,

“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” (art. 1). “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società” (art. 4). “Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa” (art. 36). Sono, questi, i capisaldi in tema di lavoro

“Imprese: strategie e scenari competitivi”. A questo tema è stato dedicato l’incontro della Scuola di formazione del 17 novembre scorso, con la partecipazione del sociologo e docente universitario Daniele Marini e dell’europarlamentare di Forza Italia Elisabetta Gardini. “Stiamo attraversando una fase storica di grande cambiamento del modo in ci sviluppiamo, un po’ come quando dalla società agricola siamo passati a quella industriale – ha detto il professore – Di fronte a questo, si impone la necessità di rivedere il sistema economico e sociale dello sviluppo perché, altrimenti, rischiamo di restare al palo”. Marini ha sottolineato che “oggi viviamo tutti in